Moxibustione Cinese

Sorprende che la moxa sia relativamente poco conosciuta in Occidente, soprattutto constatando quanto sia diffuso l’uso del calore a fini terapeutici: basti pensare alle borse d’acqua calda, ai cataplasmi, alle applicazioni sul corpo di panni riscaldati, oppure, in un ambito più scientifico, al ricorso, da parte della medicina attuale, alle terapie ai raggi infrarossi, per esempio nel trattamento dei reumatismi.

Ma il calore, come principio terapeutico, è tanto più efficace, quanto più piccola, ma intensa, è la fonte da cui irradia e quanto più localizzata è la sua applicazione, per esempio sui punti di agopuntura, le cui proprietà sono conosciute da millenni.

Qui l’azione si combina con l’effetto riflessoterapico proprio dell’agopuntura, del quale innumerevoli sono le prove: basti pensare al suo potere anestetico, di cui si avvale anche la chirurgia.

La moxibustione, è una tecnica terapeutica di origine orientale, che si basa sugli stessi principi teorici dell’agopuntura e consiste nel riscaldare diversi punti della superficie corporea, corrispondenti ai punti di applicazione degli aghi, con un bastoncino di erba artemisia acceso e mantenuto per alcuni minuti a poca distanza dalla pelle.
Il calore provocato determina un intenso afflusso di energia, che stimola i tessuti e si ridistribuisce nel corpo con un effetto curativo e preventivo.
E’ una pratica molto diffusa in Cina e Giappone e oggi utilizzata anche in Occidente da agopuntori e terapisti shiatsu, nel trattamento di vari disturbi.

.: COME AGISCE

La moxa segue gli stessi principi teorici dell’agopuntura cinese, secondo cui la salute e il benessere dell’uomo dipendono dall’equilibrio dell’energia vitale, il Qi, che circola nel suo corpo lungo i meridiani collegati ai vari organi o a funzioni vitali dell’organismo.
Lungo il tragitto dei meridiani, sulla superficie della pelle, sono stati individuati particolari punti, ognuno dei quali è in stretta relazione con un organo o una funzione del corpo; in caso di malattia, si può intervenire stimolando i punti collegati agli organi in squilibrio, per ripristinare l’armonico fluire della forza vitale tramite l’applicazione di una fonte di calore sui punti da trattare.

.: IL TRATTAMENTO

La moxa si effettua riscaldando i punti della superficie corporea corrispondenti alle parti malate, per mezzo di un bastoncino di artemisia tenuto acceso a poca distanza dalla pelle.
L’artemisia è un’erba medicinale le cui foglie sono essiccate, polverizzate e pressate fino a ottenere un feltro che deve invecchiare per due anni; con questo si confezionano bastoncini simili a grossi sigari, avvolti in carta di riso, che una volta accesi bruciano lentamente producendo un intenso calore.
Spesso la terapia con la moxa viene combinata con l’agopuntura tradizionale; in tale caso, nel punto prescelto sulla pelle del paziente, il medico infigge l’ago e lo riscalda applicandovi sulla sommità’ un pezzettino di moxa acceso. In questo modo la stimolazione termica raggiunge in profondità i punti di applicazione.

Casa si può trattare con la Moxa

Quasi tutte le malattie possono essere trattate con la Moxa. Tuttavia essa è più adatta alle malattie croniche. Secondo la medicina cinese, quanto più una malattia é “fredda” o Yin, cioé cronica, con metabolismi lenti, brividi, pallore, astenia e arti freddi, tanto più la moxa sarà efficace; per questo la tecnica si rivela più adatta ai disturbi cronici che alle situazioni acute.
Il principale campo d’azione della moxa è quello delle malattie da raffreddamento, dolori muscolari e articolari, artrosi, reumatismi, lombalgie, ma anche problemi digestivi e intestinali, emorroidi, orchite, bronchite, disturbi mestruali, emicrania, insonnia. Si ottengono ottimi risultati per la profilassi e il rafforzamento della salute.

La moxa è particolarmente efficace con una casistica molto favorevole dal 70- al 90% di successo, nel trattamento di casi in cui il feto si presenti in posizione podalica (vedi scheda).

Scopri che cosa è la Medicina Tradizionale Cinese

Le prime notizie documentate sulla medicina tradizionale cinese risalgono a 5000 anni fà circa e di conseguenza le sue radici si perdono nella notte dei tempi.

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC), oltre ad essere uno dei piu’ antichi sistemi medici conosciuti, si fonda sui principi filosofici del Taoismo, che ha una visione dell’Uomo come di un’entità biofisica, costituita non solo dal corpo ma anche da mente, sentimenti relazioni col mondo e la natura, elementi questi che devono interagire e coesistere in modo equilibrato al fine di permettere un armonioso flusso del Qi, la sostanza che nutre il corpo e la mente e le permette le attività funzionali di tutti gli organi, mantenendo l’equilibrio tra Yin e Yang, permettendo che vi sia lo stato di salute ottimale.

L’MTC trattandosi di una medicina di tipo energetico, e’ volta ad individuare il disequilibrio o l’ostacolo nel movimento del Qi e quindi ad agire regolando e requilibrando le cause delle disarmonie.

Analizzando le disarmonie energetiche la MTC è in grado di diagnosticare in anticipo malattie e disturbi, essendo la prevenzione il suo primo obiettivo. Proprio per questo in Cina si usava pagare il medico quando si era in salute, cessando gli emolumenti in caso di malattia. Il medico diventava quindi un vero e proprio consigliere di famiglia, oltre che terapeuta.

Gli antichi medici erano in realtà dei sapienti che studiavano la natura nel suo complesso e riconoscevano gli stessi tipi di energia e le relazioni di essi col nostro corpo.
Gli stessi meccanismi servivano per capire, ad esempio, la funzione del vento e quella dell’energia del fegato, studiando il funzionamento dell’organismo in relazione ai mutamenti energetici, nel fluire delle stagioni come negli altri fenomeni naturali.
Grazie a questa visione era quindi scontato comprendere la relazione tra uomo e ambiente, gestendola così al meglio.
Avevano anche individuato nel corpo i percorsi principali attraverso cui scorre l’energia, noti come meridiani.

La MTC usa principalmente quattro strumenti di diagnosi e terapia:

.: Il primo è la diagnostica energetica, un sistema molto raffinato che
esamina il paziente e ne analizza i sintomi.

.: Il secondo è la fitoterapia cinese, che utilizza le piante in maniera
molto diversa da quella convenzionale.

.: L’agopuntura, erroneamente considerata dai più l’unica pratica della
MTC. Si pratica infiggendo dei sottili aghi in punti particolari dei
meridiani, dove scorre l’energia.

.: La moxibustione, praticata stimolando i punti di agopuntura col calore di
un sigaro di erbe acceso detto, appunto, moxa.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, queste pratiche non sono affatto dolorose.

.:La diagnosi nella Medicina Tradizionale Cinese

Questa antica scienza medica naturale prevede tre metodi diagnostici:
L’osservazione (guardare, osservare)
La palpazione (toccare)
L’anamnesi (porre domande, interrogare)

– L’osservazione
Un’accurata osservazione include un’attenta valutazione della forma e del profilo del corpo del paziente, della sua carnagione, degli organi di senso, con particolare riguardo alle caratteristiche della lingua, la cute, gli occhi e i polsi che è ritenuto il fattore di diagnosi più significativo e attendibile.

– La palpazione
Nella MTC, l’arte della palpazione (del toccare) comprende:
La lettura dei polsi – Pulsologia

La lettura dei polsi è un metodo di diagnosi molto importante e complesso largamente utilizzato dalla maggior parte delle medicine tradizionali orientali. Occorre specificare che l’arte della lettura dei polsi cinesi si differenzia da quelle delle altre medicine. Due sono i tipi principali di pulsologia: la lettura del polso per la definizione della tipologia costituzionale dell’individuo e la lettura del polso a scopo diagnostico

– Anamnesi
È il metodo attraverso il quale si raccolgono le informazioni relative alla situazione, come porre le domande e ascoltare il paziente, al fine di individuare i segni e i sintomi, di conoscere la dieta abituale e il suo comportamento, per identificare le possibili cause della malattia.
Tre sono i punti principali che devono essere ben chiariti durante l’anamnesi: i sintomi attuali lamentati dal paziente; il pensiero del paziente riguardante le possibili cause in relazione ai sintomi e come risponde quando interpellato su determinati tipi di alimenti e/o circostanze.

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